L'anemometro dell'aereo a cosa serve e come funziona?

Anemometro aereo: come funziona e a cosa serve

Quando si parla di strumentazione di bordo, l’anemometro di un aereo può essere considerato uno degli strumenti più importanti che ogni velivolo deve possedere.

Farne a meno è praticamente impossibile, dal momento che rappresenta il mezzo attraverso cui determinare la velocità del vento durante un volo.

Il primo modello di anemometro fu creato intorno alla metà del Quattrocento, da Leon Battista Alberti. Al tempo si presentava come una sorta di tavoletta mobile, usata per captare l’intensità del vento.

In seguito, fu Leonardo da Vinci a costruire un anemoscopio per poter ottenere informazioni sulla direzione degli spostamenti d’aria. Progettò, inoltre, un anemometro costituito da una lamina meccanica, così da poterne registrare la velocità. La versione a tre coppette attualmente in uso sui nostri aerei, però, verrà realizzata solo nel 1926 da John Patterson.

L’anemometro di un aereo, quindi, serve a misurare la velocità dell’aria rispetto all’aeromobile. Dato che solitamente l’aria è ferma ed è l’aereo stesso a muoversi all’interno di essa, si potrebbe concludere dicendo che l’anemometro misura la velocità di spostamento del velivolo stesso.

Il suo uso è intuitivo, non particolarmente complesso, come anche il principio che ne determina il funzionamento. In linea generale, però, se ne devono conoscere tutte le caratteristiche per poter sfruttare al meglio le indicazioni fornite.

Approfondiamo allora l’argomento scoprendo di seguito tutti i dettagli su come si presenta l’ anemometro di un aereo e come funziona nello specifico.

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Come è fatto l’anemometro di un aereo?

L'anemometro dell'aereo com'è fatto?

Al giorno d’oggi esistono in circolazione diverse tipologie di anemometri, dai più elementari a quelli maggiormente articolati. I più semplici sono solitamente costituiti da un filo a piombo che, in base all’inclinazione, determina la velocità del vento. Altri ancora presentano delle mini pale e delle coppette che formano una ruota. In questo caso, la velocità degli spostamenti d’aria è calcolata in base al numero di giri compiuti da tale ruota in un determinato periodo di tempo.

Altri tipi di anemometro di un aereo possono, invece, essere formati da delle semisfere, denominate “coppe”, e una banderuola, una freccia che indica la direzione del vento. Questi ultimi sono solitamente i più comuni da trovare a bordo di un velivolo di linea.

Questo indispensabile strumento si presenta con tre archi di diversi colori. L’arco giallo indica la velocità dell’aereo in presenza di aria calma; il bianco l’uso massimo per il carrello e i flaps; il verde, infine, indica la velocità di crociera del velivolo.

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Come funziona l’anemometro di un aereo?

L’anemometro di un aereo fornisce dati riguardanti la velocità all’aria indicata, ovvero l’Indicated Airspeed. Questi dati possono venire spesso condizionati da errori di misura, a loro volta influenzati dalle diverse condizioni di volo dell’aeromobile, a seconda che sia in salita, in crociera o in discesa.

Questo strumento rileva la velocità della massa dell’aria attraverso il Tubo di Pitot, una presa d’aria collocata al di fuori dell’aereo. Quest’ultima ha la funzione di misurare la pressione dinamica, che diventa sempre più rarefatta man mano che l’aereo prende quota.

Con l’aumentare dell’altitudine, infatti, la pressione sarà inferiore pur mantenendo costante la velocità di percorso. Questo implica che il valore letto sull’anemometro dell’aereo è minore di quello reale. Ciò significa che l’Indicated Airspeed riportato dall’anemometro dell’aereo non rappresenta la reale velocità di avanzamento.

In aeronautica è presente anche la True Airspeed, che dovrebbe essere la reale velocità con la quale un velivolo si sposta nell’aria circostante. Anche questa, però, non è così veritiera, perché non tiene in considerazione gli eventuali spostamenti della massa d’aria, come il vento, che possono influire sull’avanzare del velivolo.

Si può concludere, quindi, che l’anemometro dell’aereo non va a misurare esattamente la velocità di percorrenza dello stesso. Fornisce, però, importanti informazioni sulle condizioni nelle quali sta avvenendo il volo e, quindi, sull’incidenza sopportata dal velivolo.

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