Come viene gestito durante la formazione lo stress management?

Stress management: ecco come viene gestito nei percorsi di formazione

La gestione dello stress è un argomento di cui si parla spesso in aviazione, ma fino a poco tempo fa era gestito quasi esclusivamente a livello teorico. Vediamo come viene gestito nei percorsi di formazione dei piloti a livello pratico.

Lo stress in aviazione è molto presente perché si lavora in un contesto con elevate responsabilità, pressioni e in condizioni ambientali particolari.

Lo stress management, se affrontato in maniera efficace, consente di trasformare un limite in opportunità per far lavorare i piloti con performance ottimali.

Questo è possibile perché lo stress può agire in due modi diversi e diametralmente opposti: può essere utile per migliorare la concentrazione o può essere dannoso quando è eccessivo e causa frustrazione.

L’arma vincente sta nella corretta gestione del fenomeno già durante la formazione, attraverso la comunicazione tra allievo e istruttore e nella capacità di quest’ultimo di leggere in profondità i segnali dei cadetti, mettendo in atto tutte le azioni necessarie.

Le migliori scuole di formazione dei piloti sono ormai consapevoli del ruolo rilevante che ha lo stress management, per questo motivo la Urbe Aero di Roma pone molta attenzione a come lo stress viene gestito nei percorsi di formazione.

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Cos’è lo stress e con cosa deve fare i conti un pilota

Fare il pilota è considerato un lavoro molto prestigioso. Tuttavia la maggior parte dei ragazzi che vogliono intraprendere il percorso formativo per iniziare la carriera si costruiscono un’immagine idealizzata di questa attività e ignorano le condizioni psicologiche, a volte molto impegnative, che si troveranno ad affrontare.

Lo stress è una reazione che viene avviata quando una situazione o un evento viene valutato come una minaccia e richiede azioni oltre il normale livello di intensità di un individuo. In sostanza lo possiamo definire uno stato di tensione fisica, mentale ed emotiva dovuta a stimoli interni o esterni.

Gli stimoli esterni, ovvero ambientali, sono eventi che si verificano al di fuori del posto di lavoro e che possono influenzare il rendimento del pilota. Molte persone credono di poter separare la vita privata da quella lavorativa ed evitare che una influenzi l’altra. Tuttavia questo non è sempre possibile o gestibile in maniera efficiente.

Cercare di evitare che la vita privata influenzi quella lavorativa.

Gli stimoli interni, invece, sono quelli legati al lavoro e possono essere cognitivi o fisici. Questi ultimi sono legati alle percezioni del corpo, ad esempio dolore, mancanza di sonno o rumore anche se basso, ma ripetuto.

Nella cabina di pilotaggio alcuni comuni fattori di stress fisico sono:

  • il rumore persistente delle comunicazioni radio;
  • gli allarmi improvvisi di alert;
  • le vibrazioni;
  • gli spazi ristretti;
  • la qualità dell’aria;

Gli stimoli interni cognitivi, infine, sono sempre legati al posto di lavoro ma non sono prettamente fisici. Riguardano ad esempio la pressione da parte della direzione per garantire alte prestazioni, il sovraccarico di lavoro, conflitti con l’equipaggio o anche lo stress di un collega con cui si lavora a stretto contatto.

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Lo stress management nella formazione piloti

Come abbiamo visto lo stress può influenzare negativamente le performance dei piloti.

Per questo motivo, durante la formazione, sono attuate delle procedure che consentono di agire su due fronti: il fattore di stress e il suo impatto emotivo sui cadetti.

L’importanza di lavorare anche sull’impatto che un evento stressogeno ha sugli allievi è fondamentale, perché spesso non si può agire direttamente sul fattore scatenante lo stress.

Durante la formazione piloti esistono dei moduli appositi di stress management e in tutti i percorsi offerti c’è un richiamo a tecniche specifiche.

Le più importanti scuole di volo prevedono la compresenza di più figure chiave all’interno dei propri staff. Non solo istruttori di volo, ma anche psicologi che assistano i ragazzi in tutto il percorso formativo.

Lo stress management, nello specifico, prevede l’insegnamento di misure che sono sia preventive che reattive, nell’ottica di aiutare a prevenire e a gestire eventuali eventi di forte stress. Ci si basa su alcuni punti fondamentali:

  • la preparazione, insegnando le tecniche per affrontare situazioni di volo che non si incontrano frequentemente e la capacità di applicare queste tecniche in modo efficace;
  • l’anticipazione, che permette di anticipare possibili scenari e minacce che potrebbero presentarsi durante il volo;
  • la pianificazione, per identificare preventivamente tutti gli scenari e le minacce possibili e fare un piano per affrontarli a terra prima del volo;
  • la comunicazione, imparando a valorizzare i momenti di briefing sia a terra prima del volo, che ad alta quota;
  • l’uso delle risorse, che include la trasmissione del miglior metodo di distribuzione dei compiti nella cabina di pilotaggio;
  • la gestione del tempo, per evitare di dover compiere azioni affrettate.

In conclusione gli ingredienti fondamentali per lo stress management nella formazione piloti sono la preparazione emotiva, l’addestramento qualificato e la volontà di assumersi alte responsabilità.

Dopo aver deciso di voler diventare pilota è necessario scegliere una scuola di volo appropriata e ottenere la migliore preparazione per affrontare le situazioni di stress.

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