Come si legge e a cosa serve orizzonte artificiale aereo

Orizzonte artificiale aereo: come si legge e a cosa serve

L’orizzonte artificiale di un aereo è uno strumento importantissimo per il corretto svolgimento del volo.

Comunemente noto anche come girozzonte, è uno strumento giroscopico, che aiuta i piloti a conoscere la posizione dell’aeromobile rispetto ai suoi assi.

Lo fa andando a misurare gli angoli creati dall’asse trasversale e quella longitudinale, che si vengono a creare rispetto all’orizzonte. In sostanza, questo strumento rileva le inclinazioni e gli assetti che un velivolo può assumere.

Per questo motivo, l’orizzonte artificiale di un aereo risulta essere particolarmente utile quando l’orizzonte naturale non è ben visibile, come durante un cosiddetto volo cieco. In questi casi, la visibilità del pilota è fortemente compromessa, al punto da doversi affidare esclusivamente agli strumenti presenti a bordo.

Dopo questa breve introduzione sull’orizzonte artificiale di un aereo, procediamo con la sua descrizione, scendendo maggiormente nei dettagli del suo funzionamento.

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Come è fatto l’orizzonte artificiale di un aereo?

Orizzonte artificiale di un aereo: com'è fatto?

L’orizzonte artificiale di un aereo è composto da due elementi: l’indicatore di virata e l’indicatore di assetto. Si presenta, inoltre, come l’unione di due semicerchi che stanno a indicare il cielo e la terra, rispettivamente di colore blu e nero o marrone.

Si tratta di una scelta cromatica molto utile per poter distinguere in maniera netta queste parti, minimizzando più possibile le possibilità di confusione. Per poter rendere facile l’individuazione effettiva del velivolo sull’orizzonte artificiale, è stato inserito il simbolo di una croce o di un aereo stilizzato.

Anche sui più moderni modelli di velivolo si potrà notare che l’indicatore di solito rimane fermo, mentre è lo sfondo dell’orizzonte a muoversi. Nei modelli meno recenti, invece, era l’indicatore a spostarsi e non l’orizzonte.

L’indicatore di virata, invece, è composto da una serie di tacche presenti nella zona superiore dell’orizzonte artificiale, più una freccia che indica l’angolo al quale sta avvenendo la virata, altrimenti detto bank angle.

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Come funziona l’orizzonte artificiale di un aereo

Come anticipato in precedenza, l’orizzonte artificiale di un aereo ne indica la posizione in volo rispetto alla linea dell’orizzonte. Va a rappresentare, quindi, la posizione della terra e del cielo rispetto all’angolazione del mezzo.

Un aereo, in generale, potrà dirsi allineato all’orizzonte quando non si trova in una situazione di cabrata o di picchiata. Nel momento in cui, quindi, non sta né prendendo né scendendo di quota.

Se ci si trova in un caso in cui l’aereo sta salendo di quota, ad esempio, l’orizzonte artificiale dell’aereo indicherà di quanti gradi ci si trova oltre la linea dell’orizzonte. In questo caso, a livello visivo, si potrà notare una maggiore presenza della parte azzurra rispetto a quella scura.

L’orizzonte artificiale dell’aereo, dunque, non indica semplicemente la posizione dell’aereo, ma fornisce anche l’esatta indicazione dei gradi di inclinazione dello stesso. Per questa ragione lo strumento è stato arricchito con una gradazione verticale, che fornisce delle informazioni su quanto il velivolo sia inclinato verso l’alto o verso il basso.

Le linee situate sulla parte superiore, invece, indicano il livello di inclinazione delle ali. Molte di queste indicazioni possono essere utilissime in fase di decollo, durante la quale il velivolo deve mantenere una precisa inclinazione fino al raggiungimento di una certa quota. Una volta raggiunta, il muso dell’aereo deve essere abbassato di alcuni gradi, per poter accelerare quanto necessario per proseguire il volo.

L’orizzonte artificiale di un aereo è particolarmente utile anche in fase di rollio e di virate, casi nei quali è importante sapere di quanti gradi è l’inclinazione del velivolo. In linea generale, si tratta di un’inclinazione che oscilla tra i 20° e i 30°, a seconda della velocità di percorrenza e della quota alla quale si trova il velivolo.

Come anticipato, inoltre, questo strumento è ancora più vitale quando ci si trova in alcune condizioni straordinarie. Un esempio è sicuramente quando si vola in presenza di scarsa visibilità.

In questi casi si procede con il volo utilizzando solo gli strumenti a disposizione nella cabina di pilotaggio, pertanto conoscere la posizione del velivolo è fondamentale per il pilota.

Un altro caso particolare è quello di stallo, durante il quale l’aereo versa in condizioni molto differenti rispetto alla normalità.

Il muso potrebbe risultare inclinato verso l’alto, mentre altri strumenti indicano una perdita di quota. Una situazione che permane finché il muso non si abbassa e non si aumenta di velocità, tornando alle normali condizioni di volo.

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