Quando un pilota può sostenere la durata dei voli intercontinentali?

Qual è la durata dei voli intercontinentali e quand’è che un pilota può affrontarli

I voli intercontinentali sono impegnativi. Vediamo quando un pilota di linea è pronto per affrontarli.

Non tutti i voli di linea sono uguali. A seconda della destinazione possiamo distinguere quelli nazionali, quelli internazionali e quelli intercontinentali.

Per queste diverse categorie, oltre a cambiare l’aeromobile utilizzato, quello che fa davvero la differenza sono le ore di volo.

Per i voli nazionali ci sono tratte che vengono coperte anche in meno di 30 minuti effettivi di volo. I voli internazionali, invece, possono richiedere 3 ore e mezzo circa.

Quando invece, si passa da un continente all’altro le distanze da coprire sono maggiori e la durata dei voli intercontinentali può arrivare fino a 13 o 14 ore. Per fare un esempio, per volare da Milano a New York sono necessarie 9 ore di volo effettive, a prescindere dai cambi di fuso orario durante il tragitto.

Se le misure di sicurezza in volo sono uguali per tutti i voli di linea, nei voli intercontinentali la maggiore durata richiede una attenzione più alta.

Ci sono diverse variabili che intervengono, prime in lista le condizioni meteorologiche.

Inoltre, le zone di volo che vengono attraversate sono diverse e cambiano anche le torri di controllo con le quali ci si può ritrovare a comunicare durante il tragitto.

Indubbiamente, per un pilota di linea affrontare voli intercontinentali comporta responsabilità maggiori e anche una conoscenza, per certi aspetti, più approfondita rispetto a quando si pilotano voli nazionali o internazionali.

Vediamo, quindi, come distinguere i diversi tipi di volo e quando un pilota è pronto per quelli intercontinentali.

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Come vengono definiti i voli in base alla durata

Le durate dei voli sono caratterizzate da due variabili: il tempo impiegato e le distanze ricoperte.

Di conseguenza, si possono classificare i voli in quattro categorie principali, anche se i loro confini sono molto sfumati.

Voli a corto raggio

I voli a corto raggio di solito rientrano tra 1 ora e mezza e le 3 ore.

Se si considera il territorio nazionale di uno stato non troppo esteso, il volo a corto raggio è quello che non supera 1 ora e mezza e percorre circa 500 miglia (803 km circa).

Per gli spostamenti internazionali il tempo di percorrenza è maggiore. Si può arrivare fino a tre ore e 2000 miglia (3219 km) di distanza.

Voli a medio raggio

I voli a medio raggio durano dalle 2/3 ore alle 8 ore

I voli a medio raggio rientrano nella durata di 2-3 ore fino ad 8 ore.

Per i voli nazionali, i voli di media durata sono quelli che superano la distanza di 500 miglia.

Invece, quando si tratta di voli internazionali, vale più il tempo di percorrenza che la distanza ricoperta.

Voli a lungo raggio

I voli a lungo raggio sono quelli che durano solitamente più di 6 ore senza scali intermedi.

Solitamente questi tipi di voli vengono fatti con aerei più grandi e performanti come il Boeing 747 e l’Airbus A380.

Voli a ultra lungo raggio

Con voli a ultra lungo raggio vengono infine definite le tratte aeree che richiedono più di 12 ore di volo, come per esempio Dubai-Los Angeles.

Sono voli intercontinentali che possono essere effettuati soltanto con grandi aerei di linea, come l’Airbus A380-80, per garantire maggior comfort ai passeggeri.

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Come affrontare i voli intercontinentali

In generale la formazione per qualsiasi pilota di linea, a prescindere dalla durata dei voli, è uguale per tutti. La decisione di svolgere tratte brevi o lunghe viene presa in seguito e non richiede specializzazioni particolari.

In ogni caso però, per la complessità e la grande responsabilità legati alla figura del pilota di linea, è meglio rivolgersi ad una scuola di volo certificata, come Urbe Aero, per i corsi.

Un neo-pilota di linea, che abbia appena conseguito la licenza, può sicuramente affrontare i voli a corto e medio raggio senza troppe difficoltà. Diverso è, invece, ritrovarsi alla cloche di un volo intercontinentale.

Infatti, la giornata lavorativa del pilota per questi voli può durare dalle 12 alle 17 ore, tra preparativi a terra e tempo trascorso a bordo.

Le procedure sono molto più articolate rispetto a quelle dei voli nazionali, e il rispetto delle tempistiche è cruciale. L’attenzione deve essere sempre al massimo.

Non a caso, nei voli intercontinentali sono presenti 2 piloti principali e uno di scorta.

Il terzo pilota prende il comando durante la fase di crociera o in fase di decollo o atterraggio e permette agli altri due di riposare a turno.

Durante il volo i piloti tengono sotto controllo la rotta e tutte le specifiche riguardanti l’aeromobile, soprattutto il carburante, e annotano tutte le variazioni rispetto alla pianificazione originale. E non è facile farlo per 12 ore di fila.

Pertanto, alta resistenza e concentrazione massima sono fondamentali per il pilota di linea, e si possono ottenere soltanto accumulando esperienza.

L’altro lato della medaglia è uno degli aspetti più piacevoli del lavorare come pilota di linea.

I voli intercontinentali permettono di viaggiare da un punto all’altro del globo e di visitare luoghi lontani. Infatti, i piloti ricevono in media tre giorni di riposo dopo ogni volo intercontinentale in modo da poter recuperare.

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