La cloche dell'aereo a cosa serve e il suo significato

Cloche aereo: cosa significa e a cosa serve

Condurre un aereo è davvero molto più complesso rispetto a un altro mezzo di trasporto? Come fanno i piloti a guidare un mezzo così impegnativo?

Queste sono solo alcune delle domande che spesso ci si pone di fronte alla maestosità di un aereo. Soprattutto quando si è passeggeri o si assiste a una fase di decollo o di atterraggio, l’ammirazione per i conducenti di velivoli tende a crescere esponenzialmente. Unitamente a questa, aumentano anche gli interrogativi in merito ai comandi presenti a bordo di un aereo.

Tutti i comandi necessari per il volo si trovano nella cabina di pilotaggio. Strumenti che devono essere conosciuti a menadito dal conducente per poter garantire un volo efficiente e sicuro.

All’interno della cabina, sicuramente uno dei ruoli più importanti è rivestito dalla banda di comando, più comunemente nota come cloche dell’aereo.

La cloche di un aereo può essere assimilabile al più conosciuto sterzo di un’automobile. Si tratta dello strumento che consente al pilota di definire la direzione del velivolo. Lo fa coordinando gli alettoni dello stesso e l’equilibratore, semplicemente spostando la cloche in avanti e indietro o lateralmente.

I primi modelli di questo strumento sono nati parallelamente al settore dell’aeronautica, nei primi anni del ‘900. Per la precisione, la prima cloche di un aereo fu costruita nel 1907, da Robert Esnault-Pelterie.

Si trattava di una versione molto semplice, che poco aveva a che vedere con i modelli attualmente in uso. Essa, infatti, aveva la sola funzione di controllare le superfici aerodinamiche.

Oggi la situazione è diversa e la cloche si è arricchita di funzionalità e comandi. Scopriamo allora com’è fatta la cloche di un aereo, come funziona e quali comandi esegue.

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Quali comandi esegue la cloche di un aereo?

La cloche di un aereo quali comandi esegue?

I primi comandi che vennero aggiunti alla cloche di un aereo a partire dagli anni Venti erano connessi all’uso delle mitragliatrici. Come è noto, il settore aeronautico è stato largamente utilizzato durante entrambe le Guerre Mondiali, riuscendo a fare la differenza nell’assetto bellico delle fazioni coinvolte.

Negli anni seguenti, la barra di comando fu integrata di un pulsante radio e iniziò a subire le prime modifiche fisiche. I modelli di allora erano di una forma più grezza, scomodi da impugnare. Per questo motivo si ragionò sul rendere le cloche maggiormente ergonomiche.

Man mano si iniziò anche ad arricchire questo strumento con numerosi pulsanti, per poter facilitare il pilota nell’accesso a diverse impostazioni.

Al giorno d’oggi, come accennato, la cloche di un aereo è utilizzata per poter dirigere al meglio la direzione dello stesso. Muovendo lateralmente lo strumento, infatti, si potrà ottenere una virata del velivolo nella direzione corrispondente.

Questo accade perché, girando la cloche verso sinistra, l’alettone sinistro si alzerà, diminuendo l’angolo di incidenza e, quindi, la portanza. Quest’ultima sarà invece superiore sul lato destro che, abbassandosi, creerà un angolo di incidenza maggiore.

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La cloche, inoltre, fa leva sull’equilibratore, che può essere gestito muovendo in avanti e indietro lo strumento. Quando si tira verso di sé la cloche di un aereo si ottiene un aumento della portanza del velivolo.

Questo fa sì che ci sia un aumento dell’inclinazione dell’aereo verso l’alto, favorendo la salita di quota.

Se, al contrario, si spinge totalmente lo strumento, si otterrà l’effetto opposto. Una diminuzione della portanza, che porta l’aereo a inclinarsi, come per scendere in picchiata.

In alcuni modelli la cloche dell’aereo è collegata meccanicamente con le superfici di comando. Si tratta, però, di velivoli sicuramente meno recenti o di dimensioni inferiori a quelli che comunemente si possono incontrare in aeroporto.

Gli aerei più moderni, infatti, vedono la cloche collegata alle superfici attraverso un sistema più all’avanguardia, denominato fly-by-wire.

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